un furby di nuova generazione..
(Fonte: matafari, via dontcallmecaca)
un furby di nuova generazione..
(Fonte: matafari, via dontcallmecaca)
Con un tocco al risveglio si apre la porta sul nuovo.
Mi trovo catapultata nella mia nuova vita. Cambiano i colori, i profumi, le persone, i sapori e nell’aria la certezza che sia soltanto l’inizio.
Non è semplice dire addio ad un’alcova protetta, costruita con fatica, con gioia, con dolore, con gli attimi più belli e quelli più terribili. Stabilità. Contatto. Affondo nel torpore dei ricordi di una storia costruita esclusivamente su di me e dividerla non sarà facile. Un giorno mi troverò a pensarci, esclusivamente a quel minuto, in cui non ho capito la differenza ma l’ho trattenuta nel pensiero.
Si svolta. Ovvero malinconia e soddisfazione.
Sei quasi stupita quando tutti i pezzi vanno al posto giusto, tutto cambia è vero, ma dipende da come.
La metamorfosi è iniziata senza lasciarmi il tempo di rendermi conto come comandata da una forza invisibile che ha pervaso ogni spazio.
Sto cercando il modo migliore di salutare la mia vecchia vita e dare il benvenuto a tutto il nuovo. Avevo in mente mille idee ma anche in questo caso ho deciso di lasciarmi trascinare e liberarmi dagli schemi che spesso mi ero costruita.
La notte passerà nel migliore dei modi e da domani si continua ad inventare.
A questo punto potrei anche cambiare nome per completare l’opera, suggerimenti? :)
Porto a spasso con leggerezza un piccolo concentrato di tecnologia che mi permette di avere nella mia mano il contatto con tutte le persone più importanti. Ma non solo.
Questa mattina ho condiviso passo passo con due mie amiche ogni minimo spostamento, il passaggio nel parco, il tragitto in metropolitana, i personaggi strani sul cammino; il tutto documentato in tempo reale da audio, foto, mappe. Poco fa, dopo due anni che sono in questo ufficio, mio fratello ha visto la mia postazione per la prima volta!
Sono felice, sono spaventata, mi chiedo: “cosa potremmo inventarci di più?”
Se non hai un iphone, non hai un iphone.
10 anni fa a quest’ora non ero ancora entrata negli enti ma qualcosa stava cambiando. Ricordo come se fosse ieri il mio primo giorno a Milano alla ricerca dell’appartamento da studentessa, quel giorno avrebbe segnato l’inizio della mia vita da indipendente, della mia vita da grande. Ero un po’ spaesata e confusa ma emozionata e totalmente entusiasta, pregna di quella sensazione che si libera in ogni cellula del corpo.
Giravo dal mattino con D., il mio fratellone, che aveva il compito di traghettarmi, con il consenso dei genitori, nella vita adulta.
Alle 15 circa visitavamo una casa con un agente immobiliare, quando la notizia delle Twin Towers ha rotto d’improvviso l’atmosfera e fatto scappare l’agente (dopo 10 anni non ne ho ancora capito il motivo: aveva forse parenti a NY? temeva un attacco a Milano?).
Oggi giravo per Milano e come non mai l’ho sentita mia. Amo quella capacità che ha di stupirti anche dopo tanto tempo, di farti trovare sempre un nuovo angoletto da scoprire e da vivere.
Ho la sensazione netta che qualcosa stia per cambiare, forse sarà l’arrivo degli enta non lo so. Ma c’è fermento qui dentro e ne sono felice.
À bientôt
Mi alzo un po’ troppo presto per essere un giorno normale, vado verso la cucina e mi preparo una colazione tranquilla godendomi il primo fresco settembrino. Ascolto un po’ di radio mentre mi vesto e preparo la borsa, non devo dimenticare degli accessori essenziali: certificato medico, lista invitati festa di compleanno, agenda, occhiali da vista, abbonamento dei mezzi da rinnovare, una mela, penne, ipod. Mi avvio verso la fermata del bus che non sono ancora le 8, strano ma non ricordo di essere uscita così presto da tempo, la fermata è quasi deserta, il tragitto tranquillo. Scendo vicino al parco e lo attraverso per andare alla stazione della metro, tutto mi sembra rilassato ma l’aria ha quel pizzico frizzante di novità. Fare l’abbonamento è semplice e veloce, una sola persona prima di me alla macchinetta, non devo neppure più fare quella coda interminabile all’Atm point.
Ho deciso, mi piace essere l’ultima ad inziare la scuola, soprattuto quando di scuola non si tratta ma provi quelle stesse sensazioni che in un attimo ti sanno riportare a 15 anni fa.
Ma attenzione, non ho portato il libro delle vacanze.
E’ vero avevo pensato di scrivere ogni giorno del mese un post prima dell’arrivo ai 30, avevo però anche specificato che d’ora in avanti avrei fatto solo ciò che mi andava di fare e godermi appieno le vacanze abbandonando il pc per due settimane è stata una folgorazione del momento, terapeutica direi.
Approfitto di una settimana di lavoro di M. nella sede centrale della sua azienda ad Annecy per rilassarmi l’ultima settimana prima del rientro al lavoro.
La cittadina è davvero carinissima e anche se lui lavora tutto il giorno non è possibile annoiarsi. Ieri mattina colazione in hotel ricca di patisserie mignon, giro esplorativo della parte antica della città e pomeriggio in spiaggia sulle rive du Lac d’Annecy. Cena con i colleghi di M., raclette e creme brulèe, giusto per non farsi mancare nulla.
Stamattina sveglia tardissimo (colpevole la cena di ieri) e giro shopping. Torno a posare il bottino, davvero troppo pesante per portarlo in giro e trovo la camera perfettamente pulita e lucente.

OMG sento che potrei abituarmi a tutto questo. Vita da mantenuta in hotel di lusso, promenade, shopping, sole, lago, pranzi in deliziose brasserie o a nel parco a bordo lago e cene spesate da grosse multinazionali.
Se è un sogno non intendo svegliarmi, almeno per altri due giorni.
Au revoir,
Oggi si parte, in teoria. In pratica, la mia valigia è vuota.
Approfitto della camera vuota della mia coinquilina, già in vacanza da fine luglio, per colonizzare il suo letto con montagne di miei vestiti. Tutto splendidamente diviso in zone: abbiamo il monte delle Canotte, la corte delle Gonne, il quartiere degli Abiti e un improvvisato rione delle Magliette, jeans e pantaloni sono relegati in un landa deserta a bordo letto. Scarpe, borse e cosmetici sono ancora in fase di definizione. Il problema è che già così la mia valigia non conterrà mai la superficie del letto abitata dai miei vestiti! Questa mattina decido di svegliarmi presto così da sistemare le cose prima di andare a lavoro ed essere pronta per la partenza stasera come da programma. Prima di tutto, vi pare giusto fare questo lavoro mentre M. dorme beato rubandosi l’intero letto? Bene, ecco l’idea, la nascita di una nuova zona la collina degli Abbandonati. Almeno due abitanti di ogni zona devono finire qui. Sarei contraria eticamente all’abbandono ma è una questione ad altissima priorità.
Il piano è ottimo ma destinato a naufragare dopo soli 5 minuti quando si prospetta una colazione tra amiche in un caffè in centro. A cosa serve svegliarsi presto la mattina se non si può godere il momento?
Anche oggi quindi decido per me stessa, per quello che voglio e vado.
La partenza è quindi rimandata? Vi farò sapere..
Deliziose questa mattine milanesi in cui il cielo è terso, le vie sono vuote e i turisti regnano sovrani. La città dimentica le strade al collasso di auto, moto e scooter, lascia spazio al meritato silenzio e respira.
Proprio in questi giorni mi concedo l’auto per raggiungere l’ufficio, passando dal centro, come piace a me e anche grazie allo stop dell’Ecopass.
Passando davanti al Castello Sforzesco non posso fare a meno di restare a guardare, già all’8.30 del mattino, una fila di autobus e turisti fermi davanti alla fontana; mentre osservo mi rendo conto del piccolo arcobaleno che si è formato nell’acqua. Non posso farne a meno, devo fermarmi.
Accosto e azzardo un parcheggio lungo le strisce gialle dell’autobus, d’altronde è agosto pieno, rischierò! Scendo e mi accodo alla fila di giapponesi con macchina fotografica, ebbenè si ho anch’io la mia (per puro caso in borsa dal weekend).
Fiera del risultato cerco di tornare alla mia auto ma non prima di aver aiutato in qualche scatto familiare i miei compagni di viaggio di questi 5 minuti ben spesi.
Devo essere sincera, l’istinto era quello di ripassare al ritorno e scattare una foto quando avevo più tempo, ma sto imparando. Ci sono voluti solo 5 minuti ed è stato davvero un bel modo di dare il via alla giornata.
L’ho fatto, proprio quello che volevo.
